Home

Viaggio nel Tahmisat - Lapo Sagramoso

Esemplare unico su carta Head.
Illustrato da un acquerello originale.

È il racconto di un’esplorazione avventurosa di un regno immaginario, fantasmagoria di paesaggi e civiltà sospese fuori dal tempo, di ieri, di oggi, di sempre, narrate con stile ironico e sublime.

Maggiori dettagli

2 800,00 €

Stampa
  • Nuovo

In lingua italiana.
Racconto in prima edizione, stampato in copia unica su carta J. F. Head prodotta nel 1948 in Inghilterra e
illustrato da un acquerello originale dipinto dall’autore, intitolato “I bagni di Goggiam”.

Sotto forma di venti brevi episodi, Viaggio nel Tahmisat è il racconto inedito dell'esplorazione avventurosa di una terra remota e immaginaria, fantasmagoria di paesaggi e civiltà sospese fuori dal tempo, di ieri, di oggi, di sempre, narrate con stile ironico e sublime.

Oltre a questo esemplare unico, questa edizione è stata tirata in ulteriori 32 esemplari, anch’essi unici, ciascuno impresso su una carta diversa e illustrato da un acquerello originale dipinto dall’autore.

Viaggio nel Tahmisat è unico nel panorama editoriale internazionale e assomma numerosi primati: è una prima edizione composta a mano con un carattere originale settecentesco; è tirata in 33 copie impresse su 33 carte diverse di altissimo pregio, molte delle quali antiche e introvabili; è illustrata da acquerelli originali, diversi per ogni esemplare; è confezionata in un cofanetto su misura che varia di colore a seconda della carta.

Viaggio nel Tahmisat è un volume nel formato album (base cm19x15), di 60 pagine composte a mano in carattere Caslon corpo 16, uno dei più bei caratteri di tutti i tempi, inciso a mano da William Caslon e fuso nelle matrici originali settecentesche.

Con i suoi acquerelli, Lapo Sagramoso perfeziona la vocazione insita nella sua pittura di narrazione di luoghi idealizzati tra invenzione e realtà. Sono paesaggi analoghi (che ricordano la città analoga teorizzata da Aldo Rossi), costruzioni di luoghi immaginari ai quali, attraverso un processo di perfezionamento e di purificazione, dona i caratteri del verosimile. “Dipingo il mondo come vorrei che fosse,” dice l’artista, “anzi: come penso dovrebbe e potrebbe essere.”

* * *

Il protagonista del racconto rievoca in prima persona gli episodi vissuti, introducendoci così nel Regno del Tahmisat:

     « A causa di una inspiegabile serie di incidenti, quasi tutti i miei appunti riguardanti questo viaggio unico e stupefacente sono andati perduti. Prima l’annegamento di un mulo durante un guado del vorticoso fiume Baiam che trascinò con sé i miei quaderni lungo impervie gole inaccessibili. Quindi il furto di una parte del bagaglio nel deserto di Lop, infine il sequestro del materiale fotografico al posto di guardia della Gran Barriera sui monti Caigiagui, materiale che a dispetto delle richieste da me inoltrate per via diplomatica non mi è ancora stato restituito.
« Ma il lato più sorprendente di tutta la storia è un altro: via via che le memorie affidate alla carta mi abbandonavano, quelle racchiuse nella mia mente si nebulizzavano, come se il destino della parola scritta esercitasse su quella pensata una strana solvente influenza. Gli sforzi cui mi sono sottoposto per ricomporre le mie annotazioni sono stati in gran parte vani: dai meandri delle mie reminiscenze non riuscivo a spremere nulla che mi ricordasse quello che ricordavo di dover ricordare.
«Ne sbottava invece una teoria di impressioni incongrue, prive di apparente nesso logico e senza chiaro ordine temporale. Ricordi che mi affascinavano, ma che non mi sembravano miei. Avevo mai visitato quei luoghi? Mi ero davvero arrampicato su quel passo montano o avevo ammirato quel cenotafio megalitico nel deserto? Mi ero effettivamente imbarcato su quel trabaccolo di pescatori e avevo visitato a Balascam il palazzo candido di antichi marmi del Gran Tahmis? Sembrava quasi che il Tahmisat, svelatosi a me senza una ragione, dopo il mio passaggio intendesse rientrare nel suo geloso isolamento e che a questo scopo centellinasse i ricordi ai quali ero autorizzato, imponendomi di narrarlo solo in forma frammentaria e parabolica: quadretti di immagini e parole. Il lettore che ama l’avventura ci troverà un suo perché». 

* * *

Le 33 carte scelte per questa edizione sono state collezionate e raccolte nei decenni e sono produzioni di qualità irripetibile, che incarnano la più alta tradizione cartaria europea ed asiatica. Dall’Italia provengono ad esempio la carta al tino cerulea Magnani, prodotta nella cartiera quattrocentesca ‘Le Carte’, e la carta al tino Fabriano Umbria crème degli anni Quaranta; dalla Francia la Lana al tino pur fil e la B.F.K. Rives di puro cotone; dall’Inghilterra la carta Whatman originale del Settecento e la carta J. F. Head prodotta a mano nel 1948; dalla Germania la Hahnemühle di puro cotone; dalla Cina, la carta al tino tradizione; dal Giappone, infine, le carte a mano Gampi e Hosho.

* * *

Il volume è inserito in un doppio cofanetto rigido realizzato a mano su misura, rivestito esternamente con carta Ingres e recante sul dorso il titolo impresso tipograficamente.

 

 

  • Dimensioni (cm) 19x15
  • Caratteri composto a mano in Caslon corpo 16, uno dei più bei caratteri di tutti i tempi, inciso a mano da William Caslon e fuso nelle matrici originali settecentesche
  • Carta carta al tino J. F. Head prodotta nel 1948 in Inghilterra
  • Numero di pagine 60
  • Tiratura (n° di copie totali) 1
  • Peso (kg) 1,4