Canto notturno di un pastore errante - G. LEOPARDI

130,00 €

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Il volume è in uscita a inizio dicembre 2026.

Eminente sintesi del pensiero di Leopardi, Il Canto notturno di un pastore errante dell'Asia condensa nella sua forma più compiuta la meditazione dell'Autore sul senso dell'esistenza umana. 

Un umile pastore interroga la luna muta — e con essa il mistero della vita — chiedendo: "che fai tu, luna in ciel?… a che vale / questo vagar mio breve, / il tuo corso immortale?”. Domande esistenziali che accomunano gli uomini di allora e di oggi, non essendoci voce più moderna della nostra solitudine, né bellezza più alta della verità, che le parole alate del Poeta ci aiutano a svelare.

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Senza costi aggiuntivi è possibile includere nel volume una dedicata a stampa personalizzata (es.: “Esemplare stampato per Mario Rossi”), che sarà composta a mano e impressa in epigrafe al libro. 

Introduzione di Giorgio Ficara.

TIRATURE

Saranno impressi 314 esemplari, così suddivisi:

.244 esemplari su carta velina Magnani, prodotta a Pescia (€ 130 fino al 30 novembre 2026; successivamente il prezzo sarà di € 160)

.49 esemplari su carta vergata Magnani crème, prodotta a Pescia (€ 210 fino al 30 novembre 2026; successivamente il prezzo sarà di € 250)

.16 esemplari su carta Amatruda, prodotta ad Amalfi (€ 360 fino al 30 novembre 2026; successivamente il prezzo sarà di € 420)

.5 esemplari su carta vergata Hosho, prodotta al tino in Giappone (€ 460 fino al 30 novembre 2026; successivamente il prezzo sarà di € 550)

NOTA: Il numero degli esemplari effettivamente prodotto potrà scostarsi leggermente da quanto qui previsto.


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Un volume nel formato 16° (10x16 cm) di 68 pagine composte a mano con caratteri originali di cassa. Uno ad uno, ogni carattere è stato allineato sul compositoio per formare le parole e le righe di testo. Per l’introduzione è stato usato il tondo corpo 9 Garamond, incisi a mano da Henri Parmentier nel 1914 e fuso da Deberny & Peignot a Parigi; mentre per il Canto notturno è stato usato il corsivo corpo 10 Garamond fuso a Francoforte dalla Fonderia Stempel nel 1924.


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Pur tu, solinga, eterna peregrina, 

Che sì pensosa sei, tu forse intendi, 

Questo viver terreno, 

Il patir nostro, il sospirar, che sia. 

Che l’uomo, più che diventare sapiente, o virtuoso, voglia essere felice, e non possa esserlo, è il più grave scandalo per Leopardi. […] Se l’uomo desidera “infinitamente” la felicità, o desidera una felicità infinita, e un tale desiderio è “irrealizzabile”, la contraddizione è nella natura “insensibile” e nel suo ordine che in nessun modo è diretto alla felicità degli “esseri sensibili”, ma invece alla sua propria conservazione.
[… ]La luna-vergine di Leopardi, che «forse intende» e «certo comprende» e «mille cose sa» e «conosce il tutto», né si rivela né ci soccorre. È un inaccessibile scrigno di senso la cui unica consolazione e risorsa per il pastore è quella di stare, al confine del cielo, eternamente visibile e interrogabile.

tu certo comprendi 

Il perché delle cose, e vedi il frutto 

Del mattin, della sera, 

Del tacito, infinito andar del tempo;

Una volta di più Leopardi, contro lo stesso Leopardi antimetafisico dello Zibaldone, interrogando e cercando il «perché delle cose», cioè qui il senso di spazio e tempo, ragiona precisamente sulla possibilità di un senso.  (Estratto dall’introduzione “Luna silenziosa” di Giorgio Ficara).

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Il volume è inserito in un doppio cofanetto rigido realizzato a mano su misura, costituito da astuccio e chemise rivestiti esternamente con carta Ingres. 

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Cucita a mano per durare nel tempo, questa edizione è allestita in un atelier tipografico in funzione dalla fine del Settecento, dove tradizione e ricerca estetica si fondono per permettere la migliore esperienza di lettura possibile.

L’editore non impiega i rapidi sistemi di composizione a tastiera monotype e linotype, spesso confusi con la tipografia manuale. Egualmente non usa il fotopolimero, che comporta il trasferimento di composizioni digitali su cliché di plastica.

Scheda tecnica

Dimensioni (cm)
10x16