In memoriam di Emanuela - G. Ceronetti

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Poesie di Orazio, Kavafis, Mallarmé e Seferis tradotte in italiano da Guido Ceronetti e dedicate all'amica Emanuela. 
Le poesie sono: Orazio “Exegi monumentum aëre perennius” (23 a.C.); Mallarmé, “Sur les bois oubliés où passe l’hiver sombre” (1877); Kavafis, “Voci” (1904); Seferis, “Giorni del giugno ’41” (1941).

«Emanuela Muratori (scomparsa il 18 agosto 2001), col solo imperio della dolcezza, chiedeva di tanto in tanto in lettura qualche poesia da me tradotta dei poeti a lei cari: Orazio, Mallarmé, Kavafis e Seferis, lampade, attorno al suo ricordo, affettuosamente accese» Guido Ceronetti.

Apre la raccolta una poesia di Guido Ceronetti, “Storia d’amore del 1812 ritrovata nella memoria”.

Plaquette di 24 pagine composte a mano in caratteri mobili. 
Tiratura di 47 esemplari.

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Questo è uno dei 47 esemplari impressi su carta avorio B.F.K. Rives di puro cotone.

Plaquette nel formato 8vo (mm 273x168) di 24 pagine composte a mano in carattere Garamond, lettera per lettera. Uno ad uno, ogni lettera è stata allineata sul compositoio per formare le parole e le righe di testo.

Il Garamond fu inciso a mano su punzone da Henri Parmentier a partire dal 1914 e fuso da Deberny & Peignot a Parigi, che lo mise in commercio a partire dal 1926.

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KAVAFIS - “Voci”

Dei morti, dei perduti

Come morti, per noi, voci ideali,

Amatissime voci…
Udibili nei sogni, talvolta;
Dalla mente pensosa,
A volte, percepite.
Nel loro suono

Del poetico aprirsi d’un istante
Di questa nostra vita qualche accento
Riaffiora – e già è un lontano
Nella notte, di musica, svanire.

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Il volume è inserito in un doppio cofanetto rigido realizzato a mano su misura, costituito da astuccio e chemise rivestiti esternamente con carta Ingres.

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La composizione a mano rende questa edizione un primato nell’editoria contemporanea. Ogni testo è composto a mano in caratteri mobili di fonderia, ciascuno tratto da un punzone inciso a bulino da un grande artista.

Contrariamente all’uso generalizzato, l’editore Tallone non impiega né i rapidi sistemi di composizione a tastiera (monotype e linotype), né le matrici da stampa in fotopolimero, che simulano l’impressione sulla carta dei tipi mobili, e sono ottenute dal trasferimento di testi digitali su cliché di plastica dura.

Cucita a mano per durare nel tempo, questa edizione è allestita in un atelier tipografico in funzione dalla fine del Settecento, dove tradizione e ricerca estetica si fondono per permettere la migliore esperienza di lettura possibile.