Raccolta di 61 poesie inedite.
Scrive l’autore nella prefazione: «La cordialità talloniana che qui mi veste e dà asilo non potrà che in parte cancellare l'impressione di dura inaccostabile grinta che fanno, a gente ormai pigrissima nell'ascoltare e nell'appropriarsi gesti di offerta, i miei gesti sonori di spezzamento di pane di destino comune.
«Eppure mi dà pena veder scappar via come conigli alla prima difficoltà testuale tanti disperati che le mie compassioni in astratto erano fatte per medicare, senza nessuna boria o piacere di restare, come Hérodiade, vergini eternamente. Non vedere accolto dell'amore umano così bene ingrassato di dolorosa vita fa ruggire, mi lapida il cuore».
Tiratura di 384 esemplari composti a mano in caratteri mobili, lettera per lettera.
(*) non comportano costi aggiuntivi
Spese di spedizione calcolate nella fase di acquisto successiva
«Ci sono voluti molti anni pazienti, ora mi pare tutto venuto alla luce, finalmente, l’indicibile, il non detto a cui premeva di manifestarsi! Come non vederlo? Perché accontentarsi di quel che di me contiene tanto di meno? Il velo c'è ma è leggero; si è fatto per via quasi trasparente; è un pudore dell'essere, ineluttabile, non un ripudio della carezza ineffabile del comprendere» Guido Ceronetti (prefazione).
Questa raccolta di poesie appare qui in prima edizione.
Il presente esemplare è uno dei 45 impressi su carta Sicars, prodotta a Aci Bonaccorsi, Catania.
TIRATURA
Sono stati impressi 384 esemplari, così suddivisi:
.320 su carta Magnani di Pescia (Pistoia);
.45 su carta Sicars vergata crème prodotta in Sicilia;
.10 su carta al tino* Misumi del Giappone;
.9 su carta al tino Hodomura del Giappone.
(*) La carta al tino è realizzata a mano, un foglio per volta.
Volume nel formato 16° (mm 188x110), di 112 pagine composte a mano in caratteri mobili, lettera per lettera. Uno ad uno, ogni carattere è stato allineato sul compositoio per formare le parole e le righe di testo.
Il carattere utilizzato è il Caslon, inciso a mano da William Caslon nella prima metà del Settecento. Questo carattere raro e prezioso fa parte della dotazione originaria dell'atelier tipografico della Casa editrice Tallone, fondato a Digione alla fine del XVIII secolo.
Il volume è inserito in un doppio cofanetto rigido realizzato a mano su misura, costituito da astuccio e chemise rivestiti esternamente con carta Ingres.
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Contrariamente all’uso generalizzato, l’editore Tallone non impiega né i rapidi sistemi di composizione a tastiera (monotype e linotype), né le matrici da stampa in fotopolimero, che simulano l’impressione sulla carta dei tipi mobili, e sono ottenute dal trasferimento di testi digitali su cliché di plastica dura.