Dialogo delle Lingue - Sperone Speroni

800,00 €

Tiratura di 9 esemplari numerati, composti a mano in caratteri mobili, lettera per lettera. 


Dedicato alla  bellezza e alla nascita della lingua italiana. 
La lingua, ci insegna Sperone, cambia, vive, respira. Essa è la vera casa di un popolo, il monumento più prezioso.

Il Dialogo mette in scena un arguto e vivace dibattito tra sostenitori della perdurante superiorità del latino e del greco, e fautori del volgare, oramai pienamente affermato nel Cinquecento.

Quantità

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Questo è uno dei 9 esemplari impressi su carta al tino Alcantara. La carta al tino è realizzata interamente a mano, un foglio alla volta. 

TIRATURE 

Complessivamente di questa edizione sono state tirate 144 copie numerate, così ripartite: 

118 su carta Magnani vergata crème di puro cotone;

- 16 su carta al tino Magnani vergata avorio di puro cotone;

- 9 esemplari su carta a mano Alcantara di Sicilia di puro cotone;

- esemplare unico su carta a mano Roma di Fabriano vergata crème (non disponibile).


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Volume nel formato 8vo (cm 16x25) di 100 pagine composte a mano con il corsivo Tallone corpo 12, disegnato da Alberto Tallone, inciso a mano su punzoni da Charles Malin e fuso da Radiguer a Parigi:

Per incarnare l’armoniosa fluidità della lingua italiana protagonista di questo Dialogo, si è scelto il corsivo Tallone, la cui ariosità riprende la chiarezza dei tipi aldini con cui fu impressa l’editio princeps (Venezia, 1542). 

Nell’editio princeps le pagine del Dialogo delle Lingue scorrono fitte senza capoversi. Ogni pagina è una colonna di testo piena senza che mai il testo vada a capo.

Si è voluta mantenere questa caratteristica, così da trasmettere anche graficamente la vivacità dell’acceso dialogo tra i personaggi, i cui interventi si susseguono con la prontezza di un botta e risposta.

La nota finale è composta a mano con il tondo Garamond corpo 10, inciso a mano su punzone da Henri Parmentier e fuso da Deberny&Peignot a Parigi:


Edizione a cura di Carlo Ossola.

Il celebre filosofo e oratore padovano Sperone Speroni è stata una figura di riferimento per tutto il mondo rinascimentale; ha fondato Accademie, partecipato attivamente a circoli intellettuali ad Urbino come a Roma e attraversato da protagonista l’intero secolo (nacque a Padova nel 1500 e vi morì nel 1588).

Quest’opera influenzò più di ogni altra la discussione linguistica successiva. Apparsa nel 1542, ebbe un immediato successo che varcò i confini della lingua italiana, e fu in più punti ripresa alla lettera, pochi anni dopo, nella Deffence, et illustration de la langue françoyse di Joachim du Bellay (Du Bellay rivolge alla lingua francese gli argomenti che lo Speroni usava in difesa del volgare), considerato un caposaldo della ‘delatinizzazione’ in favore dell’affermazione delle lingue nazionali.

Con la presente edizione l’Editore celebra una delle opere da considerarsi più rappresentative del suo secolo, che, sulla cornice della crescente dottrina cinquecentesca dello Stato-nazione, segnò una tappa ulteriore verso la necessità dell’affermazione di una lingua nazionale, ancora di là da venire.
Una lingua che, diversamente dal volgare quale era stato all’epoca dei grandi trecentisti, non è più germoglio ‘naturale’, ma in seguito alla riforma bembiana è oramai lingua esemplare da imitare ed apprendere in base a norme univocamente definite.

Sull’importanza, mai tramontata, mai interamente riconosciuta, del Dialogo delle lingue di Sperone Speroni, basterebbe ricordare la nota attenta e autorevole del Leopardi nel suo Zibaldone: “Della bassa opinione in cui fino nel Cinquecento era tenuta la lingua italiana (detta allora, quasi per disprezzo, volgare) e la sua capacità e nobiltà e degnità ed efficacia e ricchezza e potenza e possibilità di crescere ec. e il suo stato d’allora […], vedi il «Dialogo delle Lingue» dello Speroni, tutto, ma particolarmente dal principio del discorso tra il Lascari e il Peretto, sino al fine del dialogo”.

 

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Il volume è inserito in un doppio cofanetto rigido realizzato a mano su misura, rivestito esternamente con carta Ingres e recante sul dorso il titolo impresso tipograficamente.

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L’editore non impiega i rapidi sistemi di composizione a tastiera (monotype e linotype), spesso confusi con la tipografia manuale.
Egualmente non usa il fotopolimero, che comporta il trasferimento di composizioni digitali su cliché di plastica – oggi metodo prevalente per imitare la stampa tipografia (stampa a pressione).

La composizione a mano rende questa edizione un primato nell’editoria contemporanea.

Cucita a mano per durare nel tempo, questa edizione è allestita in un atelier tipografico in funzione dalla fine del Settecento, dove tradizione e ricerca estetica si fondono per permettere la migliore esperienza di lettura possibile.



  

Scheda tecnica

Dimensioni (cm)
16x25
Caratteri
composto a mano con il corsivo corpo 12 Tallone – inciso a mano su punzoni da Charles Malin a Parigi – e il tondo corpo 10 Garamond, inciso a mano su punzone da Henri Parmentier a Parigi.
Carta
Tiratura di 9 esemplari su carta di Sicilia prodotta a manoe. La carta al tino è realizzata interamente a mano foglio per foglio.
Numero di pagine
100
Tiratura (n° di copie totali)
9
Peso (kg)
0,7