FIABA AMAZZONICA IN PRIMA EDIZIONE
Uno dei più bei miti dell’Amazzonia, incarnato da un bambino la cui limpidezza e innocenza salverà il destino della foresta.
Una fiaba al contempo antica e moderna, dal profondo messaggio ecologista, che si tramanda oralmente nelle tribù Tupí-Guaraní dell’Amazzonia.
Il Boto, delfino fluviale di colore rosa, è una specie in pericolo di estinzione a causa della distruzione del suo habitat. Nel mito tupí-guaraní, egli è capace di trasformarsi in giovane guerriero e generare figli dagli straordinari poteri, i quali salveranno la foresta dai pericoli che ne minacciano l’integrità.
Tiratura limitata di 170 esemplari numerati composti a mano in caratteri mobili, lettera per lettera.
(*) non comportano costi aggiuntivi
Spese di spedizione calcolate nella fase di acquisto successiva
Edizione in lingua italiana.
Questo è uno dei 170 esemplari numerati impressi su carta di puro cotone di Sicilia, allestita senza causare l’abbattimento di alberi.
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La presente edizione è stata impressa in 204 esemplari numerati, così suddivisi:
-170 esemplari impressi su carta di puro cotone di Sicilia,
-18 esemplari impressi su Magnani al tino* crème
-10 esemplari impressi su Fabriano teintée
-6 esemplari impressi su carta al tino Hodomura, allestita a mano in Giappone.
(*) La carta al tino è prodotta interamente a mano, foglio per foglio.
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Márcia Theóphilo ha trascorso la sua infanzia nella foresta amazzonica. Divenuta poetessa e antropologa affermata a livello internazionale, grazie alle sue opere militanti, è oggi candidata al Nobel.
Márcia Theóphilo ha permesso che giungesse fino a noi l’essenza della cultura india, che si basa sul rispetto e la conoscenza della natura.
Postfazione di Daniela Brunelli.
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Un volume in formato album (18x25 cm) di 72 pagine composte a mano con i prestigiosi caratteri Caslon originali, sbalzati a mano su punzone da William Caslon nella prima metà del Settecento. I caratteri corpo 16 utilizzati nella presente edizione furono fusi nelle matrici originali.
Il volume è inserito in un doppio cofanetto rigido realizzato a mano su misura, rivestito esternamente con carta Ingres e recante sul dorso il titolo impresso tipograficamente.
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L’editore non impiega i rapidi sistemi di composizione a tastiera (monotype e linotype), spesso confusi con la tipografia manuale.
Egualmente non usa il fotopolimero, che comporta il trasferimento di composizioni digitali su cliché di plastica – oggi metodo prevalente per imitare la stampa tipografica (stampa a pressione).
La composizione a mano rende questa edizione un primato nell’editoria contemporanea.
Cucita a mano per durare nel tempo, questa edizione è allestita in un atelier tipografico in funzione dalla fine del Settecento, dove tradizione e ricerca estetica si fondono per permettere la migliore esperienza di lettura possibile.