Raccolta di 72 stampe, ognuna recante un alfabeto di stile diverso.
Questo è il terzo cofanetto della serie “Archive of Styles - WOOD” ed è dedicato ai caratteri di legno piccoli (fino a 10 righe tipografiche), incisi in Italia tra il 1860 e il 1969. I caratteri risalenti al 1800 sono incisi a mano, mentre i successivi al pantografo.
Gli altri due cofanetti sono invece dedicati ai caratteri di legno italiani di grande (fino a 118 righe) e media dimensione (fino a 25 righe).
I tipi di legno mostrati in questa collezione costituiscono la quintessenza della tipografia ‘vernacolare’, dedita alla comunicazione commerciale (volantini, pubblicità, manifesti) e affidata alla miriade di tipografie che costellavano ogni centro abitato d’Italia.
Tiratura limitata di 88 esemplari numerati.
(*) non comportano costi aggiuntivi
Spese di spedizione calcolate nella fase di acquisto successiva
Per realizzare questo tipo di stampati (volantini, pubblicità, manifesti e locandine) – richiesti da un’utenza varia costituita da teatri, cinema, partiti politici, parrocchie, aziende, municipalità, associazioni culturali –, i caratteri di legno erano la scelta più diffusa, essendo disponibili in ogni stile e dimensione ed avendo un costo sensibilmente inferiore rispetto ai tipi in metallo.
La dimensione dei caratteri utilizzati per questa collezione di 72 alfabeti è compresa tra i 24 e i 120 punti Didot, equivalenti rispettivamente a 2 e 10 righe tipografiche.
La collezione include prevalentemente caratteri dal disegno originale, nati dall’estro dei disegnatori che lavoravano presso le xilografie italiane. Il vastissimo caleidoscopio di forme adottate nel corso dei decenni include gli stili più diversi.
Sotto l’impulso del Futurismo e Modernismo, gli anni Trenta e Quaranta furono particolarmente creativi, e formano il nucleo più numeroso di questa raccolta. Infatti, la creazione di tipi di legno innovativi e originali raggiunse un picco in questo periodo.
Nell’insieme, la vastità e la qualità del repertorio di forme rivela una capacità comunicativa sorprendente – oggi valorizzata dal fiorire di rivisitazioni digitali che ne riportano in auge gli stilemi, benché siano prive di quel fascino che soltanto l’impressione tipografica dona alla stampa, conferendole materialità e forza espressiva, grazie alla fisicità dei legni che si imprimono nella carta.
Le schede sono stampate con inchiostri tipografici prodotti tra il 1930 e i giorni nostri in Italia, Svizzera, Francia, Germania, Danimarca, Olanda e Inghilterra. Ciascun alfabeto è impresso con un colore o una tonalità diversa, a formare un abbecedario cromatico di 72 tinte diverse.
Il recupero delle serie alfabetiche è il frutto di anni di ricerche in tutta Italia; nella maggior parte dei casi si è trattato di veri e propri salvataggi da scantinati e magazzini in stato di abbandono. Per il loro ripristino sono state necessarie meticolose sessioni di pulitura; spesso si è dovuto intervenire con il bulino per eliminare le inchiostrazioni d’inchiostro più tenaci negli incavi delle lettere. Si è poi proceduto al trattamento conservativo dei singoli legni e al riordino delle serie. Infine, dopo aver reperito i cataloghi d’epoca stampati dalle varie xilografie si è potuto precedere all’identificazione delle serie. Soltanto alcuni dei caratteri più antichi non sono stati attribuiti per via della mancanza di fonti, e il nome fittizio con cui sono stati classificati è basato sul loro stile.
Il diverso stato d’uso delle lettere ha comportato una lunga fase di avviamento tipografico per equalizzare l’altezza dei tipi e consentire un risultato di stampa uniforme, conseguito con l’impiego di un torchio tipografico FAG Swiss Proof 40.
Le didascalie su ogni specimen e il testo impresso sul piatto interno del cofanetto sono stati composti a mano con il carattere Triennale, fuso da Reggiani a Milano nel 1933. Il testo impresso sulla cartella è stato composto a mano in carattere Paganini, fuso da Nebiolo a Torino nel 1927:

Il volume è inserito in un doppio cofanetto rigido (16x27x3 cm) realizzato a mano su misura, rivestito esternamente con carta di legno giapponese e recante sul dorso il titolo impresso da caratteri mobili.
Questi caratteri fanno parte dell’archivio dell’Editore Tallone, consultabile sul sito www.archiveofstyles.com.
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Questa pubblicazione costituisce un ulteriore indagine nello studio del type design. In questo campo, l’editore Tallone ha inoltre pubblicato la serie dei “Manuali Tipografici” e le monografie “Alessandro Butti creatore di tipi”, “Giulio da Milano creatore di tipi”, “Aldo Novarese iconic, ironic & modern”.
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La composizione a mano rende questa pubblicazione un primato nell’editoria contemporanea.
Contrariamente all’uso generalizzato, l’editore Tallone non impiega né i rapidi sistemi di composizione a tastiera (monotype e linotype), né le matrici da stampa in fotopolimero, che simulano l’impressione sulla carta dei tipi mobili, e sono ottenute dal trasferimento di testi digitali su cliché di plastica dura.